martedì 8 aprile 2014

Alla settimana della Moda milanese impazzano il panino d’autore e il gelato d’artista


Per fare i panini ora si scomodano persino gli chef stellati. A Milano aveva cominciato l’anno scorso il fast-gourmet (ovvero un bar gastronomico) OttimoMassimo con l’iniziativa Le stelle nel panino, panini “mensili” creati da uno chef rinomato. Ora, nel corso della settimana della moda, altre iniziative mordi (appunto) e fuggi.
Giovedì 10 aprile alle 16,30, Aurora Mazzucchelli (1 stella Michelin al ristorante Sasso Marconi di Sasso Marconi, Bologna), reduce dai fornelli del Four Seasons per una cena “con le stelle” (titolo della manifestazione, in corso fino a domenica, nelle sale dell’hotel milanese – vedi il post precedente del 6 aprile), si produce presso il Magna Pars di via Tortona 15 in uno show cooking di panini, in vendita all’Ape Gourmet Virgilio. È un Fuorisalone, all’interno della manifestazione Mondadori Food Design Experience.

Più articolato il progetto di una celebre maison franciacortina, Berlucchi Mood-taste the city, che lancia l’aperitivo diffuso con la collaborazione degli architetti dello Studio 5+1AA e dello chef, anche lui stellato, Davide Oldani (ristorante D’O di Cornaredo, Milano). Si tratta di tre percorsi, intitolati a tre Franciacorta, i Berlucchi ’61  - Brut, Rosé e Satèn - alla scoperta di luoghi, atmosfere e sapori inediti della città. I panini gourmet ’61 Brut, Rosé e Satèn, creati da Oldani e abbinati ai rispettivi Franciacorta Berlucchi, si potranno gustare nei locali di riferimento giovedì 10 aprile dalle 18: Raw, via Palermo 1, Lami Fioraio, piazza San Marco 8 e Atelier Polimodde, via San Fermo della Battaglia 17.
Per scoprire i percorsi inediti e partecipare agli aperitivi diffusi: www.berlucchimood.com.

Ma anche il gelato ora si ammanta di un’aura artistica. O per lo
meno ci prova. È il design sullo stecco, secondo Stickhouse, catena italiana di gelati artigianali, su cui ognuno, una volta scelta la base, può lavorare di creatività, personalizzandolo. A Milano, in via Montebello 14 e via Corsico ang. via Vigevano. www.stickhousesrl.com.

domenica 6 aprile 2014

Sette cene per sette fratelli al Four Seasons di Milano


Gli chef JRE ospiti del Four Seasons: da sinistra, Aurora Mazzucchelli, Marcello Trentini, Luca Collami,
Riccardo Di Giacinto, Giuseppe Iannotti, Luigi Pomata, Marco e Vittorio Colleoni
I “fratelli” sono i Jeaunes restaurateurs d’Europe (www.jre.it) italiani, che da lunedì a domenica proporranno i loro menu (150 € a persona, vini compresi) nelle sale del Four Seasons Hotel di Milano. A essere pignoli i fratelli sono otto perché ce ne sono due veri… Si chiama A cena con le stelle la manifestazione culinaria che si svolge durante la settimana del Salone del mobile, sotto l’occhio attento di Sergio Mei, patron dei fornelli del grande albergo di via Gesù.  Oltre a mettere a disposizione la sua
Sergio Mei, executive chef
del Four Seasons
brigata di cucina, Mei, fra le 19 e le 21, tutte le sere,  proporrà i suoi stuzzichini, che accompagneranno la presentazione del progetto Good Food in Good Fashion, promosso dall’associazione Maestro Martino (www.maestromartino.it) per rilanciare la cucina d’autore: salmerino con asparagi e caprino, infusione di erbe e crostino alle olive e tartare di manzo con crema di Grana padano.
Ma ecco gli autori dei menu, alcuni anche stellati dalla guida Michelin. Le cene saranno comunque ispirate alla gastronomia delle loro regioni.
Lunedì 7, per l’Emilia Romagna, Aurora Mazzucchelli, del ristorante Sasso Marconi di Sasso Marconi (Bo).
Martedì 8, per il Piemonte, Marcello Trentini, del ristorante Magorabin di Torino.
Mercoledì 9, per la Liguria, Luca Collami, del ristorante Baldin di Sestri Ponente (Ge).
Giovedì 10, per il Lazio, Riccardo Di Giacinto, del ristorante All’Oro di Roma.
Venerdì 11, per la Campania, Giuseppe Iannotti, del ristorante Krèsios di Telese Terme (Bn). Sabato 12, per la Sardegna, Luigi Pomata, del ristorante Luigi Pomata di Cagliari.
Gran finale, domenica 13, con la Lombardia e i fratelli Marco e Vittorio Colleoni del San Martino di Treviglio (Bg).
Menu di cinque o anche sei portate e abbinamento di vini di note cantine: Silvio Nardi, Parusso,  Lungarotti, Fontana Candida, Zorzettig, Pommery e Berlucchi. I menu completi sono pubblicati sul sito http://imeisapori.fourseasons.com/a-cena-con-le-stelle/. Altre info e prenotazioni telefoniche: 02.7708168/9. 
Ma ecco la mia cena ideale, ricavata da uno zapping fra un menu e l’altro (un piatto per ogni cucina
Cappon magro della tradizione ligure: ma
come sarà l'Essenza di Luca Collami?
"regionale" – a fianco il nome dello chef).


Antipasti.
Essenza del Cappon magro (Luca Collami)
Rape e salsiccia (Marcello Trentini).
Primi piatti.
Gnocco crogiolato, giardino di verdure in primavera, astice blu in salsa all’Armoricaine (Marco e Vittorio Colleoni)
Ravioli di Parmigiano reggiano alla lavanda, noce moscata e mandorla (Aurora Mazzucchelli)
Secondi piatti.
Tonno rosso, fegato grasso e Cannonau (Luigi Pomata)
Cervo con salsa di lamponi e pera cotta nella curcuma (Giuseppe Iannotti)
Dessert.
Tiramisù all’Oro (Riccardo Di Giacinto)

Se il fisico regge, concluderei, sempre idealmente, con un bel Calvados o un Grand Armagnac. E buonanotte.

giovedì 3 aprile 2014

VINITALY 3 / Appuntamenti, incontri, scoperte e novità


La Freccianera dei Fratelli Berlucchi. Era il nome di un fortunato sceneggiato tv degli anni Sessanta, con Loretta Goggi e Arnoldo Foà, tratto da un romanzo di Louis Stevenson, La freccia nera, appunto. Ritorna il nome, in tutt’altra veste, nella nuovissima bottiglia di Franciacorta Docg brut 2007, che darà presentata dalla F.lli Berlucchi (www.fratelliberlucchi.it) al Padiglione Lombardia, Area Franciacorta, stand D15. L’etichetta è stata concepita dal designer  già noto editoreFranco Maria Ricci, che si è basato su una sua etichetta “nera” del 1977,  l’anno del primo spumante millesimato in casa dei Fratelli Berlucchi. Ricorre la cifra 7 per questa bottiglia: la freccia passa dal 1997 al 2007, l’anno della vendemmia e, ancora, dopo 7 anni vanno sul mercato 7000 esemplari. Anche il contenuto è inusuale, per non dire eccezionale: si tratta di una cuvée per niente classica, che rispolvera nella sua composizione le uve di pinot bianco, utilizzate all’inizio dell’avventura dello spumante in Franciacorta, ma poi abbandonate quasi da tutti, che sono presenti per il 50%; l’altra metà è formate dalle più classiche chardonnay e pinot nero. In bocca, bollicine morbide e sapide, accompagnate da profumi balsamici, agrumati e da un leggero boisé.

Cinquant’anni di Livon. L’azienda di Dolegnano (Udine), con vigneti nel Collio e nelle Grave, ma anche in Toscana e Umbria (www.livon.it), festeggia il mezzo secolo presentando fra l’altro il suo Braide Alte 2011 in versione Salmanazar (9 litri): magnifico uvaggio di chardonnay, sauvignon, picolit e moscato giallo, che fermenta e matura in barrique per almeno otto mesi. Padiglione 6, stand B8.


I maestri dell’eccellenza secondo Civiltà del bere. Mercoledì 9 alla sala Argento del Palaexpo, Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere (www.civiltadelbere.com), guiderà un tasting (solo per invitati) dal titolo: I maestri dell’eccellenza. Dieci produttori prestigiosi con i loro vini di punta. Eccoli. Marisa Allegrini presenta La Poja 2000; Albiera Antinori, Tignanello 2004; Valentina Argiolas, Turriga 2008; Emilio Pedron, dei Bertani Domains, Amarone classico 2006; José Rallo di Donnafugata, Ben Ryé 2011; Marcello Lunelli, delle Cantine Ferrari, Giulio Ferrarri Riserva del Fondatore 1996; Gianfranco Fino, Es, Primitivo di Manduria 2012; Teresa Severini, della Lungarotti, Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2007; Sandro Boscaini, di Masi Agricola,  l’Amarone Mazzano 1997; Priscilla Incisa della Rocchetta, Sassicaia 2010. Se vi par poco…


Marramiero diviso tra Inferi e Altare. La Marramiero (www.marramiero.it), azienda vinicola di Padiglione 12, stand E2.
Rosciano (Pescara) presenta le nuove annate dei vini a base di montepulciano d’Abruzzo, dall’eccellente Inferi a Incanto, Dama e Dante Marramiero, quest’ultimo commercializzato solo dopo 10 anni dalla vendemmia: attualmente si trovano i millesimi 1998, 1999, 2001 e 2003. E poi i bianchi tipici Anima, Altare e l’emergente Pecorino. Non mancano gli spumanti metodo classico a base di chardonnay e pinot nero. Ultima novità: il vino cotto Livia.



Uceline de la comare Mariuccia. La Cascina Castlèt di Maria Borio (a Costigliole d’Asti, www.cascinacastlet.com) ha il suo nucleo forte nel territorio e infatti produce eccellenti barbera d’Asti e del Monferrato, dal giovanile Goj alle più strutturate Litina e Policalpo, fino al grande “passito”  Passum. Ci sono poi un rosato, un bianco, un Moscato passito. E infine, un vino particolarissimo, che val la pena di mettere alla prova anche al Vinitaly, l’Uceline. Da un antico vitigno recuperato, l’uvalino, e dopo una ricerca scientifica durata oltre vent’anni, la Cascina Castlèt ha riportato in auge questo rosso, che non assomiglia a nessun altro vino. È asciutto, caldo, leggermente speziato, bello saporito. E, per di più, essendo ricco di resveratrolo “fa bene”. Più che sperarlo, ne siamo certi. Padiglione 10, stand F3.


Qualche Riserva sul Lugana. Comincia ad affermarsi la nuova tipologia del Lugana, il bianco della zona del Garda a base di uve trebbiano di Lugana o turbiana. Introdotta nel 2011 la qualificazione
Riserva impone di lasciar maturare il vino in cantina per almeno 24 mesi, prima di metterlo in commercio. Così il colore giallo paglierino si accende un poco, i profumi si fanno più complessi (emergono sovente la pietra focaia e il balsamico), mentre in bocca il vino diventa più sapido e “minerale”. Il Consorzio di tutela del Lugana Doc presenta le nuove riserve di 12 produttori presso il Palaexpo della regione Lombardia: stand A9. Si tratta di Avanzi Agricola, Cà dei Frati, Cà Lojera,  Feliciana, Marangona , Ottella, Perla del Garda, Provenza, Selva Capuzza, Tenuta Roveglia, Zenato e Le Morette. Quest’ultima, lunedì 7 alle 13 presenta la sua Riserva abbinadola a un piatto del ristorante Vecchie Malcesine, Sottacqua, a base di pesce di lago. Sempre al Palaexpo, area Lugana, stand D10/D11.



Fra i due “litiganti” i De Prà godono. E godranno anche gli ospiti delle due maison rivali che lunedì 7, dalle 12 alle 15, potranno assaggiare le loro preparazioni gastronomiche. Riccardo De Prà è lo chef del ristorante di famiglia, il Dolada di Plois in Pieve d’Alpago (Bl). Enzo è suo padre, per lunghi anni alla guida del locale di famiglia, che ha anche sette belle camere e vanta una longevità invidiabile della stella Michelin.

Per Col Vetoraz (www.colvetoraz.it) Enzo offrirà due simboli della tradizione contadina, il salame d’Alpago e il pane lavorato con lievito madre e cotto in forno a legna, preparati con le sue mani. In abbinamento, il Valdobbiadene Prosecco superiore Docg dry millesimato. Padiglione 6, stand C5.
Riccardo proporrà i suoi nuovi “pasticcini” salati, da Mionetto (www.mionetto.com), in abbinamento con Valdobbiadene Prosecco superiore Docg millesimato Rive di S. Stefano. Padiglione 4, stand B3.

La vigna più antica del mondo. Si chiama Versoaln e si trova a Prissiano, in Alto Adige. È a 600 m. di quota e il suo pergolato si estende per una superficie di oltre 350 mq. È stato accertato scientificamente la sua età: circa 350 anni, è dunque la più grande e probabilmente le più vecchia vite del mondo. Da essa si ricava un vino fruttato, finemente strutturato e di leggera acidità. Lo si potrà assaggiare presso lo stand della Cantina Laimburg (www.laimburg.it). Padiglione 6, stand B1.



Dal ribes al cacao. L’ultimo nato della Cantina di San Michele Appiano (www.stmichael.it) si chiama De Piano. L’ha concepito il winemaker Hans Terzer ed è un assemblaggio di merlot e cabernet dell’Alto Adige, annata 2011. Chi l’ha già assaggiato discetta di “note differenti di ribes e liquirizia, ma anche di caffè e cacao”, e di “tannini morbidi e vellutati”. In degustazione anche le nuove annate di vini bianchi e rossi delle linee Classica e Selezione e alcuni campioni da botte della Sanct Valentin, la più prestigiosa. 
Padiglione 6, stand D1.